Tasse: più studi più paghi! Il paradosso di UniPa

Nelle scorse settimane è stato approvato il nuovo regolamento sulla contribuzione studentesca dell’Università degli Studi di Palermo. Quest’ultimo prevede un forte incremento di agevolazioni fiscali per gli studenti e le studentesse a basso reddito. Nelle scorse settimane più volte è stato dichiarato che due studenti su tre non pagheranno le tasse. <<A più di quattro anni dall’istituzione della NO Tax Area a livello nazionale, che permetteva agli studenti e alle studentesse sotto i €13.000 di reddito ISEE di non pagare il contributo onnicomprensivo, l’Ateneo di Palermo ha finalmente innalzato la soglia a €25.000. E’ un grandissimo risultato che consentirà a tante famiglie e a tanti studenti di poter studiare all’Università in un periodo di forte emergenza economica>> dichiara Matteo Norcia, coordinatore dell’UDU Palermo.

Le agevolazioni tuttavia non finiscono qua; infatti tutti gli studenti che hanno un reddito compreso fra 25.000 e 30.000 e che hanno dato i CFU necessari hanno diritto ad una deduzione fiscale dal loro reddito imponibile di 25.000 con un’aliquota variabile dal 23% al 30%, in base alla loro area accademica di appartenenza. Eppure per anni la precedente agevolazione fiscale chiamata “area calmierata” non veniva applicata per gli studenti di primo anno nonostante la normativa nazionale, legge n.232 del 2016, fosse abbastanza chiara in merito.

<<Dopo un anno di azione politica per tutelare gli studenti e le studentesse di primo anno in questa situazione reddituale, tramite mozioni in Senato Accademico da parte della nostra Senatrice Accademica Giulia La Barbera, e istanze in autotutela pervenute dal nostro riferimento legale Avv. Michele Bonetti e diversi incontri fra l’amministrazione di UniPa e il nostro sindacato, la nostra rivendicazione è finalmente stata accolta.>> dichiara ancora Matteo Norcia.

<< Questa importante vittoria garantirà agli studenti di primo anno uno sconto sulle tasse universitarie da un minimo del 10% ad un massimo del 80%, risparmio per le famiglie che potrebbe risultare centrale nella scelta se far studiare i propri figli all’Università; per tanto riteniamo questa una grande vittoria per il Diritto allo Studio>> afferma Marco Blandini, Responsabile Diritto allo Studio dell’UDU Palermo.

Eppure non tutto sembra essere a norma o addirittura fatto con criterio. 

Infatti vi è una situazione molto particolare che merita attenzione per quegli studenti con reddito compreso fra 29.000 e 30.000. Infatti, sembra assurdo dirlo, ma questi pagano più tasse stando in un regime agevolato che non. Infatti pagano dal 10% al 15% di tasse in più, quasi €200 euro per alcuni casi. La cosa che rende grave il tutto è che il finto regime agevolato viene applicato automaticamente al primo anno, mentre per gli anni successivi al primo viene applicato non appena questi raggiungono i crediti necessari.

<< Parliamo di centinaia e centinaia di studenti e studentesse che dall’anno prossimo vivranno un paradosso, il Diritto allo Studio al contrario: più studiano, più pagano. Una materia in più ad alcuni studenti potrebbe costare €200 di tasse in più sull’anno successivo>> dichiara nuovamente Matteo Norcia <<non possiamo fare a meno di denunciare tutto questo; abbiamo quindi scritto al Direttore generale e attendiamo risposta in quanto dal primo Agosto partiranno i pagamenti da parte degli studenti. Qualunque sia la ragione rimane una situazione inaccettabile. Che sia stato fatto o in buona o in cattiva fede, mette in luce che, quando si parla degli studenti e dei giovani, l’attenzione sia veramente poca. In un periodo di grave crisi sociale ed economica post emergenza Covid-19, non possiamo accettare che l’Università, primo strumento di mobilità sociale e di sviluppo di un territorio, metta in atto misure del genere contro una generazione che ha bisogno sempre di più di strumenti economici per far ripartire il territorio>>.  

Se anche tu ti ritrovi con un ISEE tra i 29.000 e i 30.000 compila il seguente form: https://forms.gle/ny1EwmUnB8Q1jQ3T8

Tasse: più studi più paghi! Il paradosso di UniPa

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