Il tema dell’edilizia precaria ha negli ultimi anni segnato il dibattito studentesco. I luoghi universitari sono di fondamentale importanza per la popolazione studentesca, questi costituiscono l’ambiente principale in cui vivono gli studenti, infatti molti di quest’ultimi vivono gli spazi universitari non solo per le lezioni ma anche per studiare e preparare i vari esami giorno dopo giorno. Tuttavia questi molto spesso non riescono ad essere all’altezza delle esigenze degli studenti. 

Le problematiche legate all’edilizia universitaria hanno due matrici principali: la progressiva scomparsa del “Fondo per l’edilizia universitaria e grandi attrezzature” e i tagli sul “Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) ”. Infatti la rapida scomparsa del fondo vincolato all’edilizia universitaria sarebbe dovuto essere sostituito dal FFO. Tuttavia anche quest’ultimo dal 2008 al 2015 è stato ridotto di quasi un miliardo di euro. Appare chiaro quindi che l’edilizia universitaria sia stata completamente tralasciata dai vari governi che si sono susseguiti, compreso quello attualmente in carica che non ha minimamente invertito la rotta. Tutto ciò ha causato grossi problemi al nostro Ateneo, principalmente per gli edifici decentrati, ma non solo. Per esempio l’”ex collegio San Rocco”, che oggi ospita gli anni successivi al primo del dipartimento DEMS (ex facoltà di Scienze Politiche) è stato chiuso dal 2013 fino al 2017. La mancanza di fondi per l’edilizia per il nostro ateneo sfocia molto spesso nella mancanza di manutenzione delle aule, anche degli edifici di punta della cittadella universitaria; ciò è ben visibile agli occhi degli studenti ogni qual volta si verificano infiltrazioni d’acqua nelle aule del Polo Didattico.

L’abbattimento delle barriere architettoniche per gli studenti con disabilità motoria è stata messa in atto solo in occasione della visita dell’ANVUR nel 2017, tuttavia questo progetto edilizio non è stato in alcun modo portato a termine, sia per carenza di fondi, sia per carenza di volontà politica da parte del nostro Ateneo. Oggi purtroppo non possiamo dire che i nostri organi di governance universitaria abbiano saputo reagire al sottofinanziamento in materia di edilizia. Infatti, se è pur vero che alcuni spazi sono precari ed alcuni del tutto assenti, gli studenti molto spesso si ritrovano in aule sovraffollate a causa della cattiva organizzazione degli spazi. Più volte abbiamo proposto di riorganizzare le lezioni nelle aule in base all’affluenza studentesca dopo una o due settimane, onde evitare che si verifichi la spiacevole situazione di avere aule da 50 posti occupate da 100 studenti e aula da 200 posti occupate da 50 studenti.

E’ necessaria una maggiore attenzione da parte del governo e degli organi interni all’università, che si occupano di stanziare i fondi e di organizzare la didattica negli spazi dell’ateneo. Su un tema così importante e delicato, cioè la qualità degli spazi vissuti dagli studenti, bisognerebbe investire di più in termini economici. Oggi non si può pensare di tralasciare il tema edilizio, essendo gli spazi universitari la base per costruire un serio progetto accademico.