Durante la seduta del Senato Accademico del 25 Novembre 2019, sono state fatte le seguenti comunicazioni: 

  • Il Direttore Generale, in merito alla mozione presentata nella seduta precedente dalla nostra Senatrice Accademica Giulia La Barbera in merito all’immissione degli studenti e le studentesse del primo anno, detentori dei requisiti di reddito richiesti, all’interno della fascia calmierata, risponde che il beneficio non può essere esteso e che il nostro regolamento tasse è a norma di legge. L’UDU Palermo sta continuando a muoversi nella stessa direzione, si è già messa in contatto con il suo avvocato Michele Bonetti per delineare un percorso sul da farsi.
  • L’Università accoglie la richiesta della nostra Senatrice Giulia La Barbera di aderire alla manifestazione del 21 marzo 2020 di Libera contro le mafie, in occasione della giornata della memoria delle vittime innocenti di mafia.
  • Viene approvata l’adesione a UNHCR. Il Manifesto dell’Università inclusiva pone al centro la condizione dei giovani titolari di protezione internazionale che intendono proseguire il loro percorso di studi e ricerca nel Paese di asilo, e nasce dalla consapevolezza che le esperienze culturali, tecniche e intellettuali, maturate dai rifugiati in varie parti del mondo, possono costituire una grande risorsa per l’Italia. Attraverso l’adesione al Manifesto, inoltre, le Università concorrono alla realizzazione della “terza missione”, favorendo la valorizzazione e l’impiego della conoscenza per contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico della Società.Le Università e gli istituti di ricerca firmatari del Manifesto si riconoscono nei seguenti principi generali e si impegnano a difenderli e diffonderli nei rispettivi ambienti di lavoro.

1. Uguaglianza e non discriminazione

2. Accoglienza

3. Conoscenza

4. Integrazione

5. Valorizzazione delle differenze

6. Partecipazione

I soggetti firmatari di questo Manifesto, alla luce dei principi generali sopra esposti e con l’obiettivo di favorire l’inclusione di studenti, ricercatori e docenti rifugiati nei propri atenei, si impegnano a realizzare alcune delle seguenti misure suggerite:

1. Supporto agli studenti titolari di protezione internazionale

2. Supporto per il riconoscimento di titoli e qualifiche

3. Borse di studio e altri incentivi

4. Corridoi umanitari per docenti, studenti e ricercatori rifugiati

5. Partecipazione alla vita accademica

  • Viene approvata l’Adesione del network Università per la Pace promosso dalla CRUI. 

Si tratta della rete delle Università che sono già impegnate o che intendono impegnarsi per la costruzione della Pace ‘positiva’ (al momento sono più di 30 gli atenei che hanno aderito). La finalità principale della rete è la diffusione della cultura e della pratica della pace positiva, in modo da rafforzare la riconoscibilità dell’esperienza italiana a livello internazionale e di incrementare le ricadute positive delle azioni poste in essere dai membri della rete.
Il Network si propone anche di:

– promuovere all’interno della comunità universitaria l’attenzione alla costruzione della pace, come vocazione costitutiva dell’Accademia e come perno di tutte le discipline in essa coltivate, nelle attività di ricerca, formazione e terza missione

– favorire la nonviolenza come approccio alla gestione dei conflitti, perseguendo la cultura del dialogo, del rispetto, dell’inclusione, della solidarietà e della condivisione, nel solco dei principi costituzionali di     dignità della persona, libertà, giustizia e democrazia 

– contribuire, attraverso la ricerca, alle analisi delle cause delle disuguaglianze, del sottosviluppo e della povertà (che spesso sono causa dei conflitti armati) e al loro superamento.

Giulia La Barbera

Rappresentante degli studenti in Senato Accademico

UDU Palermo – Unione degli Universitari