Da sempre siamo convinti, in quanto Sindacato Studentesco, che il diritto allo studio dovrebbe essere al centro di ogni discussione accademica. Come UDU Palermo – Unione degli Universitari ci siamo sempre battuti per garantire gli stessi diritti di accesso all’istruzione di tutte e tutti: la parola “diritto” indica di per sé una garanzia, se questa viene a mancare, non si può più parlare di diritto.

Questi mesi non sono stati semplici per nessuno; ogni studente, ogni studentessa, ha avuto le sue diverse difficoltà nell’affrontare il periodo di lockdown nazionale. Non è stato facile reperire tutto il materiale necessario per la preparazione richiesta dai singoli insegnamenti, non è stato per tutte e tutti facile seguire delle lezioni o, talvolta, dei laboratori dietro ad una webcam. Alcuni non hanno proprio avuto la possibilità di accedere ad una connessione internet adeguata, che permettesse loro di proseguire in serenità il proprio percorso accademico. Una grossa parte della popolazione studentesca, invece, lamenta la mancata possibilità di avere un luogo agevole in cui studiare: in molti infatti condividono la casa con il proprio nucleo familiare e non sempre, specie in un periodo in cui tutti, indistintamente, siamo stati costretti a casa, è facile riuscire a gestire gli spazi casalinghi.

Ad oggi il nostro Paese è ripartito: con il Dpcm di attuazione del Decreto-legge 16 maggio 2020 n. 33, già dal 18 maggio gran parte delle attività sono permesse e, inoltre, la Regione Siciliana con l’Ordinanza n. 21 del 17 maggio 2020 ha dato il via libera, a partire dal 25 maggio, all’apertura di biblioteche ed archivi storici.

Dal momento che, a parer nostro, l’Università dovrebbe essere la rappresentazione fisica dell’accesso alla cultura, ci aspettavamo un’immediata comunicazione di riapertura degli spazi studio dell’Ateneo che permettesse a tutti quegli studenti e studentesse in difficoltà, di accedere ai locali universitari per usufruire di tutti quei servizi che dovrebbero esserci garantiti, ma di cui ad oggi ancora non vediamo traccia. Ma questa comunicazione non è mai arrivata per cui già negli scorsi giorni, tramite la nostra Rappresentante degli Studenti e delle Studentesse in Senato Accademico Giulia La Barbera, avevamo inoltrato una richiesta di riapertura all’amministrazione centrale, dalla quale l’unica risposta ricevuta è stata una riaffermazione della mancata previsione di apertura dei suddetti spazi.

Ci è sembrato opportuno, allora, riproporre la questione durante la seduta del Senato Accademico del 12 giugno 2020 e anche in questa occasione la risposta dell’ateneo non è stata favorevole, bensì limitata a tenere in considerazione solamente la difficoltà nel prevedere un rientro del personale addetto alla supervisione degli spazi studio.

Pensiamo sia doveroso per un’istituzione come quella universitaria considerare le difficoltà che le studentesse e gli studenti ogni giorno si ritrovano a vivere, specie nel periodo di sessione appena iniziato. Pensiamo sia inammissibile, alla luce della ripartenza di un intero Paese, che la nostra istruzione, la nostra cultura, stia passando in secondo piano. Per questo non ci fermeremo nelle nostre battaglie. Continueremo la nostra lotta per l’egualità della garanzia di diritto allo studio per tutte e tutti e continueremo a lottare affinché la nostra richiesta venga presa in considerazione e accolta.