Da sempre le regioni del mezzogiorno sono state fanalino di coda a livello economico in Italia. Se da un lato i servizi di welfare dovrebbero rappresentare lo strumento tramite il quale riequilibrare questi squilibri, dall’altro anche su questo tema il mezzogiorno risente di gravissimi gap. Non è da meno tutto il sistema che riguarda il diritto allo studio universitario. La situazione nel territorio palermitano risulta quanto mai precaria: da anni infatti persiste la figura dell’idoneo non beneficiario sia di borsa di studio ché di posto letto. Se per quanto riguarda le borse i beneficiari superano la metà degli aventi diritto, ciò non vale per gli idonei di posto letto. Infatti neanche un terzo degli idonei usufruisce del servizio, appena il 27%. Tale dato è nettamente inferiore al resto del territorio italiano, per quanto anche negli altri territori non vi sia uno scenario positivo: al Politecnico di Milano la copertura si aggira attorno al 50%, mentre a Roma si scende al 36%. Se a Palermo la problematica principale è la mancanza di convenzioni che garantirebbero la copertura totale degli alloggi, non è da sottovalutare la lentezza burocratica che rende difficile lo sblocco di posti letto già assegnati al nostro Ateneo o all’Ersu, come per esempio la questione dell’Hotel Patria, o la mancanza di volontà nel ristrutturare alcuni alloggi ad oggi inagibili per mancanza di lavori di manutenzione. Tutto ciò ci lascia un quadro disarmante per il quale appare chiaro che attualmente non vi è la ferrea volontà politica di investire nel mondo dell’istruzione sia a livello nazionale che territoriale. Infatti se da un lato negli scorsi anni il Fondo Integrativo Statale (FIS) ha visto un leggero aumento, dall’altro persiste una quota premiale all’interno di questo fondo che porta a incrementare il divario fra le regioni centro-settentrionali e quelle centro-meridionali. A livello regionale nel territorio siculo la situazione è resa drammatica dalla continua mancanza di volontà di investire in tali servizi. Neanche un anno fa l’ARS ha finalmente dato luce alla legge regionale per il diritto allo studio, legge che a nostro avvisto vede principi, spunti e si pone obiettivi importantissimi per tutta la comunità studentesca, non fosse altro però che questa legge ha avuto una copertura finanziaria totalmente inadatta e inadeguata a quanto scritto, oltre ad aver inserito i pericolosissimi prestiti d’onore, ovvero appositi debiti che può contrarre lo studente a tassi agevolati per potersi permettere gli studi. In tal modo si fa sempre più spazio l’idea che non deve essere lo stato a garantire il diritto allo studio ma i singoli privati minando così dalle fondamenta il principio di istruzione pubblica che garantisce uguaglianza sostanziale e mobilità sociale.

Negli scorsi giorni all’Università degli studi di Palermo è nata una mobilitazione proprio per tutti questi studenti rimasti fuori dall’assegnazione di un posto letto nelle residenze universitarie.

Per questo motivo anche noi domani, 12 Novembre 2019, scenderemo in piazza insieme ai nostri colleghi per dire basta a questa vergogna tutta siciliana!

Vi aspettiamo domani in viale delle Scienze!