Il percorso proficuo intrapreso dall’Università degli Studi di Palermo nell’attivazione di nuovi corsi trova ancora difficoltà nella gestione del CUPA – Consorzio Universitario per la Provincia di Agrigento. Il Consiglio di Amministrazione, ancora non riunitosi, deve nominare Presidente, Vice-presidente e Capo dei Revisori ma pare che nessuno voglia assumersi le proprie responsabilità. Nonostante tutte le difficoltà del Consorzio, come il contenzioso con il Comune di Agrigento sulla questione degli immobili, e alla luce delle difficoltà del bilancio comunale, i tempi continuano ad allungarsi e a farne le spese saranno sempre gli studenti, o peggio, i futuri studenti. Sì, perché l’Offerta Formativa per l’a.a. 2019/2020 deve essere approvata e firmata entro il 31 Gennaio 2019.

La situazione è ormai insostenibile ed è inaccettabile che il centro della discussione siano i giochi di potere tra Regione e Comune e non delle politiche per il diritto allo studio. Da anni gli studenti rivendicano la necessità di maggiore attenzione nei bisogni primari della vita universitaria come la gestione delle aule, il riscaldamento o ancora l’attivazione di una mensa la cui assenza rende il CUPA l’unico Polo decentrato dell’Università degli Studi di Palermo sprovvisto. La mancanza di investimenti nel percorso formativo dei giovani del nostro territorio contribuisce solo a “far emigrare” i futuri studenti siciliani  che non hanno la possibilità di intraprendere percorsi di studi virtuosi che permettano di rimanere in Sicilia e valorizzarne le risorse.

Per questo, come Sindacato Studentesco, ci uniamo alla rabbia e allo sdegno mostrati dalla CGIL Agrigento (QUI il comunicato), non si può giocare sulla pelle degli studenti, dei dipendenti e delle loro famiglie!